Baku, Azerbaijan la capitale dei sogni

Baku, Azerbaijan. Fino a poco tempo fa questi nomi erano vuoti nella mia testa. Ma ora posso parlarvene!

Baku, Azerbaijan. Nomi vuoti per me che non evocavano nulla nella mia testa. E’ facile dire ” Parigi!” e magicamente una tour Eiffel si materializza nei pensieri. Con “Baku” non funzionava. Cosa c’è di bello da vedere a Baku? “Boh!”

Eppure è bastato un pizzico di disorganizzazione, pochi grammi di fortuna e una spruzzata di voglia di spingermi oltre quello che mi ero prefissato per realizzare la ricetta perfetta: quella che avrebbe potuto sfamare la mia fame di conquista e  colmare questo vuoto. E’ sempre meglio pianificare prima, me lo dico sempre. In fondo basta una visita al sito www.viaggiaresicuri.it e in poco tempo si riescono ad avere tutte le informazioni attendibili. Avendo il passaporto italiano sono parecchi i Paesi visitabili senza visto ma non si sa mai. L’Azerbaijan, infatti, non è in questa lista. Poco male. Il visto è elettronico e si può fare senza troppe noie burocratiche. Una volta sceso dal treno sono stato colto da stupore. Sono nella stazione del treno o nella hall di un hotel a cinque stelle? Marmi, corrimano dorati, giardini curatissimi e tutto in ordine.

Questo è il biglietto da visita di Baku, capitale dell’Azerbaijan. Se fino a poche ore prima dal finestrino vedevo paesaggi desertici e villaggi poveri ora mi sembra di essere stato catapultato alla corte di qualche sultano.

Il mio bagaglio è pesante ma continuo imperterrito a spingerlo. Come tutti i Paesi moderni anche Baku ha una connessione wifi aperta nella stazione. Cerco il percorso ideale per il mio hotel. Mentre cerco vedo, sempre nella stazione, un negozietto di telefonia. Il roaming è sempre un impiccio e perciò, visto che starò qui qualche giorno, compro una scheda. Opto per azercell che, a giudicare dai feedback, sembra una buona compagnia.

Il mio hotel è nella città vecchia poco lontano dalla metro. Esco dalla stazione e cerco la fermata più vicina a me. E’ strano come il giorno prima fossi in Georgia e non ancora il tempo di abituarmi che già sono in un altro mondo con un altro alfabeto, altri suoni e pronunce e diverse persone. La città può essere descritta solamente con un aggettivo : meravigliosa.

Un intreccio di moderno e antico. Un’anima storica protetta da palazzi modernissimi che ne lambiscono i confini. Non ho tempo per visitarla, devo prima raggiungere l’hotel. E’ nella città vecchia, non so se sia un bene o un male ma l’offerta trovata su booking era vantaggiosa. Parliamo sempre di stanze con bagno in camera e colazione a meno di 20 euro al giorno.

L’hotel fatico a trovarlo. Il mio navigatore mi dice che sono arrivato ma, a vista, non c’è nessun hotel. Vado su e torno giù. Niente. Ancora una volta. Niente. Inizio a chiedere in giro e dopo alcuni tentativi mi indirizzano nella viuzza giusta.

L’hotel è pulito con la hall al piano terra. E’ presto ma mi fanno lo stesso salire in camera. Ultimo piano, ovviamente, senza ascensore. La valigia sembra più pesante dopo una nottata in treno. La camera è piccola ma carina.

La mia camera di hotel

Doccia, cambio e si parte per la visita di una città che sembra già meravigliosa. “La colazione viene servita in terrazza” mi dice la signora giù. Uscendo dalla mia camera c’è l’indicazione “terrazza” con una freccia che indica la scala, a chiocciola, che va su. Non resisto e salgo. La terrazza è così grande che ci si potrebbe giocare a pallacanestro. La vista è sensazionale. Le Flame tower sembrano vicinissime, il mare e tutta la città antica sotto di noi. “wow.” Ed è solo il mio inizio a Baku.

Il panorama di Baku, Azerbaijan visto dalla terrazza dell’Hotel