Dalla Georgia all’Azerbaijan in treno

In treno dalla Georgia all’Azerbaijan? E’ possibile ed è un viaggio intenso e pieno di emozioni. Vi racconto la mia storia.

Questa settimana in Georgia è stata davvero fantastica. Nuovi amici e posti meravigliosi. Ho anche lavorato un po’, certo, ma nel cuore mi resterà la capitale Tbilisi e il mare di Batumi.

Il mio viaggio prosegue tanto che i miei occhi già sono rivolti alla cartina.

Il Caucaso: Georgia, Armenia, Azerbaijan

 

Sono vicino a tre Paesi ricchi di storia e fascino: Armenia, Iran e Azerbaijan,  come posso non visitarli? Certo, questi visti e problemi di frontiere ostacolano lo spirito libero del viaggiatore. A volte bisogna essere più organizzati di un ragioniere per effettuare viaggi del genere e io non sono proprio il tipo. Mi informo sul sito www.viaggiaresicuri.it sulla situazione visti e permessi già dalla Georgia.  Per recarsi in Azerbaijan serve il visto però, per fortuna, è elettronico il che riduce le pratiche e le attese.  Trovo un’agenzia vicino all’Ambasciata azera in Georgia. Un signore gentile mi fa compilare un modulo e, previo pagamento, mi procura in visto con urgenza vista la mia decisione dell’ultimo momento. In meno di 3 giorni ho il mio visto elettronico pronto per un’ottantina di euro. Quindi è fatta: il mio viaggio prosegue verso l’Azerbaijan e la capitale Baku. Per chi si avvicina al Caucaso per la prima volta c’è da sapere che i rapporti tra Azerbaijan e Armenia, Stati confinanti, non sono dei migliori.  Le incomprensioni e i dissidi iniziano al dissolversi dell’Unione sovietica dalla quale l’Azerbaijan si dissocia formalmente nel 1991.  Già a partire dal 1988 sia dalla parte armena sia da quella azera sono susseguite opere di violenza e pulizia etnica in una zona, ora contesa, chiamata Nagorno Karabakh ufficialmente parte dell’Azerbaijan con una minoranza etnica armena.  Il Nagorno Karabakh, all’epoca regione autonoma, colse al volo l’uscita dell’Azerbaijan dall’Unione sovietica per dichiararsi indipendente fondando la repubblica del Karabakh montagnoso alla quale seguirono i bombardamenti azeri sulla regione. La guerra tra Armenia e Azerbaijan durò due anni e nel 1994 il Nagorno Karabakh divenne una repubblica de facto non riconosciuta dalla comunità internazionale. L’Azerbaijan lamenta la perdita di un suo territorio mentre l’Armenia rivendica il principio di autodeterminazione dei popoli visto che la maggioranza degli abitanti del Nagorno Karabakh è di nazionalità armena.

Dal 1994 Armenia e Azerbaijan sono ancora, di fatto, in guerra con un regime di cessate il fuoco spesso violato da entrambe le parti.

Essendo a conoscenza di questa situazione e volendo visitare sia Armenia sia Azerbaijan decido di recarmi prima in Azerbaijan. Tra le vari possibilità opto per il treno. Trovo l’orario sul sito ufficiale delle ferrovia georgiane https://tkt.ge/railway?culture=en e ci metto un po’ più di una notte.

Il treno è di quelli a me familiari: coupé e platzkard stile est Europa.

Il treno è vecchio ma pulito. Mi siedo e, aspettando la partenza, un altro viaggiatore mi fa compagnia. Mi racconterà molti suoi punti di vista interessanti sull’Azerbaijan, la Georgia e i difficili rapporti con l’Armenia.

Dormiamo a fatica e veniamo svegliati a notte fonda. La signora del treno, con la quale parlo in russo, a un certo punto mi chiama. Mi ritengo ormai un esperto di frontiere da superare a notte fonda e in pochi minuti inforco giacca e zaino e mi avvicino all’uscita. Molte frontiere sono esterne e i viaggiatori devono scendere dal mezzo. Lei mi guarda stupita e mi dice che non devo andare da nessuna parte ma solamente seguirla. Imbarazzato rimetto a posto la giacca, prendo il passaporto e il foglio di immigrazione che mi hanno dato una volta salito e la seguo.

La polizia di frontiera azera infatti si è sistemata in una cuccetta del treno. Hanno un computer e strumenti di verifica passaporti. Sono felice di non essere ancora stato in Armenia in quanto amici mi hanno detto che potrebbero esserci problemi se sul passaporto c’è un timbro armeno. Nonostante il mio passaporto sia da questo punto di vista immacolato iniziano a farmi domande. “E’ mai stato in Armenia? Ha mai visitato il Nagorno Karabakh?” Ovviamente rispondo di no

Essere già stati in Armenia potrebbe causarvi problemi ma essere stati nel Nagorno Karabakh sarà certamente motivo di  essere respinti alla frontiera verso l’Azerbaijan nonostante abbiate tutte le carte in regola. Sono respinti alla frontiera non solo tutti i cittadini armeni (in quanto la versione dell’Azerbaijan è che l’Armenia è stato occupante) ma anche i cittadini di origine armena con un altro passaporto o gli stranieri che hanno visitato il Nagorno Karabakh. I cognomi armeni sono inconfondibili ed è facile capire le origini.

Nonostante le domande mi timbrano il passaporto e ce la faccio: sono in Azerbaijan. La notte è ancora fonda e decido di dormicchiare ancora alcune ore. La mattina mi faccio preparare un tè nero dalla signora del treno e guardo con molta curiosità dal finestrino. Un ambiente desertico con, ogni tanto, villaggi poveri dove si vedono bambini scalzi, capre libere e la ferrovia che passa nel mezzo di villaggi interi senza recinzioni.

Ogni tanto passiamo davanti a qualche oleodotto enorme che mi fa capire una cosa: in Azerbaijan c’è il petrolio. Il mio vicino mi racconta un po’ di storie su questi oleodotti per passare la noia.

In poco tempo siamo arrivati a Baku. Mi aspetto, date le premesse, una città povera invece devo proprio ricredermi: mi basta scendere dal treno per pensare “wow!”

Paesaggio azero dal treno

Per prepararsi a un viaggio del genere è molto importante leggere e informarsi. Vi propongo questa guida:


Se vi interessa invece saperne di più sul Nagorno Karabakh, consci del fatto che una visitia in quella zona potrebbe precludervi la futura visita in Azerbaijan, vi propongo questi testi interessanti:

                   

Fabio