La cultura e i viaggi

Quanto è importante, per capire a fondo un viaggio, immergersi culturalmente in un popolo? La mia esperienza con l’Est Europa.

La cultura è tutto. E’ nel vivere quotidiano, è nella scelta di un cibo e in una bevanda, è in un saluto o nel decidere come muoversi tra la gente e cosa dire. Per capire un viaggio vero, lontano dalla globalizzazione forzata che porta tutti ad uniformarsi e a scegliere gli stessi souvenirs made in Cina, è fondamentale capire, per quanto possibile, gli aspetti culturali del posto e della popolazione che lo abita.

Un viaggio negli stati uniti d’America certo non porrà tanti problemi al viaggiatore. Siamo immersi sino dall’età più tenera in film, serie tv e quant’altro made in USA. Non ci dobbiamo far spiegare da nessuno che la mattina possiamo fare colazione con pancakes e la sera cenare con un hamburger. Ma cosa si può dire degli altri popoli meno globalizzati e pertanto più interessanti?

Di certo prima di affrontare un viaggio è importante cercare di capire, anche a grandi linee, gli aspetti culturali della gente che vedremo. E’ questo che tanto ci interessa nei documentari guardati in TV. Come vivono là? Cosa mangiano? Che mezzo usano per andare al lavoro?

La lista potrebbe crescere a dismisura. Cosa si regala a un compleanno? Se mi invitano a cena cosa devo portare? Cosa si mangia? Quali sono i piatti tipici? Del resto se avessimo la possibilità di avere un interlocutore davanti a noi proveniente dall’altro capo del mondo, basterebbe una minima curiosità per affogarlo di domande.

Uno dei miei viaggi più importanti è quello fatto nell’Est Europa, nei Paesi facenti parte dell’ex blocco sovietico.

Un libro leggero che però definirei fondamentale per chi si accinge a viaggiare nell’Est Europa è ” L’est che non ti aspetti” di Fabio Boero. Nel volume si prendono in considerazione davvero tantissimi spunti di vita quotidiana in un confronto diretto tra le abitudini italiane e quelle dell’est con tanto si spiegazione e, spesso, fonti storiche.